TasseRecord al 44% ed effetto 80 euro annullato

Abbiamo già iniziato a ridurre le tasse alle famiglie e alle imprese“, diceva il premier durante le elezioni in una delle sue numerose apparizioni televisive. A tre mesi da quel giorno, però, escono dei dati che fanno riflettere. Non solo il premier non si è adoperato per diminuire le imposte che le aziende italiane devono pagare, ma la CGIA di Mestre ha rilevato che “secondo il Def approvato nella primavera scorsa, quest’anno la pressione fiscale è destinata a toccare il livello record del 44%“, lo stesso raggiunto nel 2012. Le imprese italiane versano al fisco 110,4 miliardi di tasse all’anno, un record che, va riconosciuto al governo, ci fa primeggiare in Europa. Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, ha spiegato che “con un carico fiscale di questa portata è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l’economia“. E gli 80 euro? Non solo non hanno aumentato i consumi del 15%, come millantava Pina Picierno, sempre durante le elezioni, ma sono in realtà “soldi che entrano dalla porta ed escono dalla finestra delle case degli italiani“, denunciava Luigi Di Maio. Il M5S aveva avvertito i cittadini che gli 80 euro erano solo una “trovata elettorale” e che non avrebbero fatto ripartire l’economia del Paese, dato che gli eventuali effetti benefici che avrebbero portato, sarebbero stati annullati dalle altre tasse che gravano sui cittadini, come sottolinea la CGIA di Mestre: “Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, all’aumento dell’Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l’arco dell’anno, all’introduzione della Tasi e, soprattutto, all’inasprimento fiscale che graverà sulle banche, compensano abbondantemente il taglio dell’Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi“.”

L’Italia fuori dalla Convenzione di Dublino

L’Italia è sempre stata considerata, piazzata in mezzo al Mediterraneo, la portaerei d’Europa, un posto di accoglienza per chiunque entrasse. Gli abitanti sono ospitali, il clima è buono, il cibo ottimo e non ci sono regole come nel favoloso Far West. Oggi è diventata un luogo di passaggio. Si arriva per partire il più velocemente possibile. I clandestini in ingresso se possono fuggono verso altri Paesi europei. Dalla Sicilia e da Lampedusa arrivano nelle città del Nord per cercare un passaggio in qualunque modo verso Germania, Svezia, Francia. E’ notizia di pochi giorni fa l’arresto di decine di tassisti che trasportavano in Germania clandestini a pagamento. Novelli scafisti terrestri. Uno di questi si chiama, non è uno scherzo, Tavecchio, omonimo di quello che “Opti Pobà mangiava le banane“. Il ministro degli Esteri bavarese a fine agosto ha attccato il sistema italiano: “Roma non prende dati personali o impronte perché così gli stranieri possono chiedere asilo in un altro Paese“. Certo, la Germania non sta nel mare Mediterraneo, i barconi non arrivano a Berlino, e l’Italia i problemi se li deve grattare da sola in virtù della Convenzione di Dublino che in sostanza dice che un rifugiato deve rimanere nel primo Paese di arrivo. Quindi se arrivano tutti in Italia per ragioni geografiche di vicinanza all’Africa devono rimanere nel nostro Paese anche se non vogliono. Ora Alfano che ignora completamente le richieste sanitarie della Polizia a rischio tbc ha ottenuto il Frontex Plus, un nome che ricorda un analgesico o una marca scadente di dentifricio. Vuol dire che l’Europa ci aiuterà a importare più migranti di adesso che inevitabilmente cercheranno di fuggire verso le altre nazioni europee. A chi arriva in Italia, che fa parte della UE e aderisce a Schengen, va offerta la possibilità di scegliersi il Paese che vuole nella UE e pagargli il viaggio. tunisino/Francia, siriano/Svezia, pachistano/Gran Bretagna e tutte le altre nazionalità in Germania a spese della Merkel. La convenzione di Dublino va disdettata. Voli low cost da Lampedusa per tutta Europa, la destinazione la sceglie il clandestino, come è giusto che sia.

La riforma della giustizia di Berlusconi – lettera del M5S al ministro Orlando

“Gentile Ministro Orlando,
con questa lettera le spieghiamo, punto per punto, perchè non parteciperemo all’incontro di oggi. In primo luogo, siamo in presenza di un tipico caso, da parte sua, di scortesia istituzionale.
Aspettavamo da ben 7 giorni (dal 13 agosto) una risposta ad una nostra email, reiterata il 18 agosto, in cui le chiedevamo, prima dell’incontro, di conoscere più dettagliatamente i contenuti dello stesso, giacché non siamo disponibili ad una chiacchierata ferragostana sul più ed il meno. Abbiamo già avuto occasione di confrontarci su quelle che per noi sono le vere priorità in tema di giustizia per il nostro paese.
Le abbiamo portato a giugno le nostre proposte in materia di anticorruzione. Ci siamo incontrati a inizio agosto per discutere di processo civile, penale e norme contro la criminalità economica.
Da allora il silenzio, a parte le interviste sui giornali giusto per dare l’impressione che qualcosa si stava muovendo.
Siamo contrari agli incontri “di facciata” al chiuso delle stanze, riteniamo che in Italia la Giustizia necessiti di un impegno serio e trasparente. Per questo le indichiamo, qui di seguito, le vere priorià in materia di Giustizia del Parlamento e del suo dicastero.
Noti bene che l’aver anteposto la parola Parlamento non è casuale. Dovremmo essere ancora in un regime democratico di divisione dei poteri ove tocca al Parlamento legiferare ed al Governo eseguire.
Queste sono le nostre priorità:
Serve una vera legge anticorruzione, che ripenalizzi il falso in bilancio, la corruzione e concussione con innalzamento delle pene e che dia veri poteri alla magistratura ed alle forze di polizia ed introduca il reato di autoriciclaggio punendo anche il solo “lavaggio” del denaro proveniente dal reato commesso (vedi caso “slot-machine”).
Ce l’avevamo quasi fatta ma, purtroppo, il suo Governo ha voluto bloccare tale legge all’inizio di giugno. Ci chiediamo il perchè ma, in realtà, la risposta la conosciamo benissimo. Ad ogni modo troverà, tra gli atti parlamentari, la nostra posizione: Atto Camera n. 1194, A.C. n. 1195, A.C. 1205, Atto Senato n. 847 ivi compresi tutti gli emendamenti già presentati in Commissione Giustizia al Senato.
Come vede, ha una ottima base di partenza, senza perdere troppo tempo.
Serve una norma che riveda il sistema della prescrizione penale perchè l’attuale formulazione permette, a chi commette reati, soprattutto contro la pubblica amministrazione, di non pagare per le proprie colpe, incentivando, per ciò stesso, la corruzione.
Ma lei farà una norma del genere avendo come collega di governo il Ministro Alfano oppure il Vice-Ministro Costa? Quelli del “lodo Alfano“, quelli del “processo breve” che ammazzava i processi senza farli terminare, quelli della “legge ex-Cirielli” grazie al quale i colletti bianchi sono sicuri di non poter essere perseguiti, quelli che “sono garantisti” (ma sanno cosa vuol dire?) e quindi votano NO a tutte le richieste di arresto che fioccano in Parlamento per deputati e senatori?
Eppure anche il “rapporto anticorruzione della Commissione Europea” del 3 febbraio 2014 ha stigmatizzato l’inadeguatezza della legge “Severino” del 2012 sul fronte della prescrizione!
Il Movimento 5 Stelle ha già presentato, da più di un anno, le proprie proposte sulla revisione dei termini di prescrizione e potrà trovarle sempre nei nostri atti parlamentari: A.C. 1174, A.S. 1385, A.S. 1574. Le facciamo notare che, da più di 4 mesi, chiediamo – ahinoi inutilmente – al suo partito alla Camera, il Pd, di non ostacolare la discussione e votazione di queste norme.
Forse, se il Governo avesse davvero interesse ad approvare una legge giusta, basterebbe una telefonata del Presidente del Consiglio Renzi ai suoi colleghi di partito. Una seria riforma della giustizia civile.
Negli ultimi anni si è sempre parlato di giustizia civile ma le uniche norme che sono state emanate, sono servite esclusivamente ad aumentare le tasse per l’accesso alla giustizia o ad ostacolare la difesa dei propri diritti. Da dove partire per rendere più efficiente la giustizia civile? Innanzitutto bisogna avere tempi certi ma ragionevoli. Siamo contrari ad una giustizia sommaria. E per avere tempi certi bisogna incentivare anche giudici e consulenti a lavorare per tempi ed obiettivi.
È fondamentale riorganizzare il lavoro dentro i tribunali, seguendo le best practices che già esistono, prevedendo anche concorsi pubblici, giacchè abbiamo uno scoperto nel settore giustizia di oltre 8.000 unità. Questo è compito del Governo, non del Parlamento.
Bisogna snellire alcune procedure, incentivando, anche fiscalmente, chi ricorre a procedimenti giurisdizionali semplificati. Ma per farlo è necessario incentivare una nuova cultura agli operatori del diritto, in primis giudici e avvocati. L’attuale giustizia civile premia i più furbi e tassa i più onesti. È arrivato il momento di cambiare paradigma. Gentile Ministro, per ottenere tutto questo basterebbero 2-3 mesi e basterebbe, innanzitutto, la volontà politica di farlo. Noi questa disponibilità l’abbiamo data sin dal giugno 2013, nel silenzio del suo partito e dei suoi governi. E’ evidente a tutti che, dopo il Patto del Nazareno, la lotta alla criminalità e, più in generale, la giustizia penale, siano scivolate all’ultimo posto delle priorità del governo. Si parla di responsabilità dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilità dei criminali, anche se politici? Il Presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un Presidente del Consiglio possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia.
Una volta attuate le vere priorità potremmo pensare a tutto il resto, come ad esempio un nuovo modello di Csm, svincolato da logiche correntizie e partitiche. Perchè il male non è solo il correntismo, su cui le ricordiamo ha un grande esperto accanto, il suo sottosegretario Cosimo Ferri (nominato da Berlusconi nel Governo Letta e confermato da Renzi nello stesso ruolo) che ha cercato di manovrare le elezioni dei membri togati del Csm, ma anche le scelte partitiche dei membri del Csm.
Perchè voi non dichiarate apertamente ed in trasparenza chi vorreste votare? Perchè avete votato per 3 volte scheda bianca in Parlamento facendo prorogare di diritto l’attuale Csm in scadenza? Le ricordiamo Ministro che a luglio abbiamo chiesto a tutti i partiti di incontrarsi pubblicamente e discutere delle elezioni del Csm, evitando di votare, come per la Corte Costituzionale, persone vicine ai partiti o addirittura attuali ed ex parlamentari. Ministro Orlando, è finito il tempo delle chiacchiere e degli slogan usando le slides. E’ arrivato il momento dei fatti.
Quando il suo governo avrà le idee chiare ce lo faccia sapere.” M5S Commissioni Giustizia Camera e Senato

L’Italia deve ripartire!

 

http://www.beppegrillo.it/videos/0_rlnptep8.php

“Buongiorno, non sono né scomparso né latitante. Intervengo perché c’è una campagna stampa contro il M5S che è vergognosa: siamo a favore del terrorismo, dialoghiamo con i terroristi e non con il governo… Queste sono schifezze del nostro ebetino presidente del consiglio, che se tornassi indietro non solo non parlerei con lui, come ho fatto, dicendo che è una persona non coerente e non affidabile, come gli ho detto, ma direi che è un bugiardo, un falso e un ipocrita. Non ha mantenuto nulla di quello che ha detto! Vorrei chiedere alle persone che lo hanno votato se si rendono conto di quello che ha fatto questo cartone animato fino a adesso!
Vorrei parlare bene, bene del Movimento, che sarebbe la prima forza politica in Parlamento, se non fosse per una legge assolutamente illegale e anticostituzionale. Ma vi devo parlare di questo ebetino, che non è stato eletto da nessuno: che vada alle politiche e che si faccia eleggere dal popolo italiano! Vorrei far capire a chi l’ha votato che non ha mantenuto nulla di quello che ha detto! Allora per esempio in febbraio riforme costituzionali, non ha fatto ancora nulla, è ancora tuto in ballo! Il senato, l’autoritarismo, l’immunità dei senatori. Veramente una truffa: doveva essere uno sconto, un risparmio totale, invece i senatori nominati e ancora con l’immunità! Marzo di questo anno: riforma del lavoro, ma dove? Di fatto l’Italia è in recessione, è quella che regredisce di più in Europa, non è vero che tutta l’Europa è in recessione. La recessione si sta fermando in molti stati tranne che in Italia, abbiamo la più grande disoccupazione giovanile d’Europa! È il record questo anno! E ancora maggio: la riforma del fisco, e invece la tassazione è al 44 per cento, siamo ai massimi livelli!
Il giorno del giuramento io me lo ricordo l’ebetino: disse che i 60 miliardi di debiti della pubblica amministrazione con le imprese sarebbero stati sbloccati, avrebbe sbloccato subito, ma non sono state sbloccate neanche la metà dei 60 miliardi! Diceva che potevamo crescere del due per cento, siamo in recessione, siamo sotto lo zero di crescita! Vuole colpire le pensioni a partire da 2.000 Euro. Ci riusciranno, almeno sulle pensioni, il blocco degli stipendi pubblici, mancano 25 miliardi, ma ancora credete a questa gente qua?! Ancora ci credete?! Ma allora abbiate pazienza, ma gli ottanta Euro hanno già stimato che sono usciti dalla porta e sono rientrati dalla finestra! Le tasse hanno assorbito tutto l’impatto degli ottanta Euro! Questo governo, questo ebetino, è il peggiore di tutti!
Noi dobbiamo, assolutamente, riprenderci il Paese. Dobbiamo andare a governare noi. So che vi sembra strano che un comico vi dica queste cose, ma bisogna che il Movimento si riprenda il Paese e piano piano inizieremo a fare il reddito di cittadinanza, perché non bisogna mollare milioni di persone sulla soglia della fame in Italia. Mi vergogno a vivere in un Paese così, e questi qui danno ottanta Euro in busta, sotto le elezioni.
Facciamo il reddito di cittadinanza, facciamo la piccola e media impresa, detassiamo, togliamo veramente l’Irap, non la finta del 10%, andiamo a essere concorrenziali, mettiamo protezioni ai nostri prodotti! Altro che ammortizzatori sociali e cassa integrazione, si tolgono quelle, si trovano i fondi, dalla politica, dalle armi, dal gioco di azzardo, possiamo veramente riprenderci!
Vorrei andare a elezioni, per allora determinare se il popolo italiano vuole essere preso ancora per il culo da questo cartone animato che gira e sloganizza tutto, sloganizza, fa degli sloganetti, ce lo avevamo a scuola quei tipi di persone lì: facevano i casini e poi piangevano davanti al maestro e si facevano compatire! Per carità!
I media, le televisioni, i telegiornali, i giornali tengono banco a questa roba qui per che cosa? Per prendersi sovvenzioni pubbliche?! Ma le sovvenzioni pubbliche non ci saranno più! Non ci saranno più stipendi, pensioni, tra un po’. Poi taglieranno con il fiscal Compact ospedali, sanità, scuola! Andranno a prendersi il gas, l’acqua, stanno già svendendo la distribuzione del Gas ai cinesi, i fondi pensione della Cassa depositi e prestiti, cioè i conti dei pensionati dati in mano, una parte, ai cinesi.
Ma dobbiamo vedere questo Paese meraviglioso e straordinario con delle potenzialità enormi in mano a questi 4 deficienti, 4 incompetenti, 4 economisti della JP Morgan. Basta con queste banche, con queste finanziarie, queste multinazionali, ci dobbiamo riprendere il Paese in una maniera veloce, vi prego! Vi prego! Mettiamoci le persone per bene, l’onestà deve tornare di moda.
Questo Movimento è nato dall’onestà, nessuno deve restare indietro, ve le ricordate le nostre parole? Le parole guerriere, erano quelle, un po’ di solidarietà, aiutare gli ultimi, non si può pensare di dividere la società dal 10 al 90, il 10 che hanno tutto e il 90.. basta! È finito, è imploso questo sistema, noi siamo il piano B, un piano B della sopravvivenza, vi prego di credermi.
Se non credete a me, che sono un comico, che ho preso per il culo tutta la vita milioni di persone, a chi dovete credere? A questi che fanno finta di essere persone per bene e sono dei millantatori? Abbiate pazienza, fidatevi, che cosa avete e che cosa c’è da perdere in questo Paese in più? Dateci la possibilità di governare questo Paese, andate a vedere, informatevi, siete curiosi, andate sulla rete, sul nostro blog, sul Movimento, andate sul sito della Camera, del Senato, guardate le nostre opposizioni, mozioni, centinaia di mozioni, le abbiamo fatte tutte, e questa gente qui fa un decreto sulla giustizia con un condannato?! Ma stiamo scherzando?! Non possiamo accettare queste cose! Depenalizzare il falso in bilancio è una opera dello statista nano, lo statista nano, condannato, è l’artefice di certe cose e non ci puoi fare una legge sulla giustizia! Lo capisce anche un bambino, anche Ciro mi dice: “papino, ma come si fa a andare avanti così?!
Per favore, ve lo chiedo dal profondo del cuore: io non ho niente da guadagnare in questa operazione, ho solo da rimetterci, che cosa ho guadagnato? Ditemi voi che cosa posso guadagnare! Non voglio un posto in Parlamento. Ho perso dei soldi perché potevo fare la mia carriera tranquillamente, allora che cosa ci guadagno?
Abbiamo bisogno di un pensiero nuovo, non di una persona, non sono io che dovrete votare, ma un pensiero, di economia, di politica, un po’ diverso! Il reddito di cittadinanza è un pensiero che va oltre questi deficienti qua che sono al governo, perché sono degli incompetenti, va oltre, vuole dire tenere su la classe medio bassa, non abbandonare nessuno, vuole dire lanciare la piccola e media impresa, il turismo! Hanno fatto sul web un sito, Italia.it, vi ricordate? Hanno speso 40 milioni per fare un sito di turismo per l’Italia, e non è fatto neanche per i cinesi, che sono forse il primo popolo di turisti in Italia e non riescono neanche a capire che cosa diciamo! Sono degli incompetenti, e oltre all’incompetenza hanno questa vena di disonestà perenne! È un sistema che viene giù, marcio. Dimezziamo tutti i parlamentari, come abbiamo chiesto noi, due legislature e poi a casa, senza soldi, senza rimborsi, togliere i vitalizi. Dare i vitalizi a gente condannata e messa in Galera?! Berlusconi prende otto mila Euro di vitalizio, Dell’Utri 4 mila Euro di vitalizio, ma stiamo scherzando?! Ma basta, ma come fai a tagliare le pensioni con uno che ne prende 10 mila al mese?! Ma stiamo scherzando?!
Siamo rivoluzionari, siamo molto rivoluzionari, vogliamo essere onesti, per bene e prenderci il paese, con metodi democratici.
Va bene? Questo è il massimo della democrazia che io conosco, e non potete continuare a farvi prendere per il culo da questi incompetenti, ripeto, incompetenti allo sbaraglio! Adesso faranno qualsiasi cosa per fare quadrare i conti, volevano aumentare il Pil di due punti, perché l’hanno promesso? Ci metteranno dentro la droga, la prostituzione, vedrai che il Pil, la nostra ricchezza aumenta del due per cento, ecco la loro mentalità! Io modero i toni, voglio i toni bassi, voglio parlare bene, voglio essere moderato, voglio che voi non mi vediate sempre come quello che grida, perché io non grido. Il mio modo è leggermente alterato, perché non abbiamo più tempo.
Ve lo avevo detto prima, lo avevo già visto prima quando sono andato a incontrarlo, l’Ebete, vi ho detto che non era credibile, se lo incontrassi adesso gli darei anche uno scappellotto, come quelli a scuola. Si permette anche di dire che noi abbiamo attinenze con il terrorismo: io vedrò se ci sono gli estremi per chiedergli i danni in nome mio e del popolo italiano.
Vi abbraccio tutti e andiamo verso la catastrofe, ma con ottimismo!Beppe Grillo

PS: Si ribadisce che il prof. Becchi parla esclusivamente a titolo personale e non a nome del MoVimento 5 Stelle. Si auspica infine che tutti i media ne prendano atto, una volta per tutte.

Servi si nasce!

Non è necessario combattere il
tiranno. Non è necessario levarlo di
mezzo:si leva di mezzo da sé, a patto
che il Paese non acconsenta alla propria
servitù; non bisogna togliergli alcunché,
bisogna non regalargli nulla. Non è
necessario che il Paese si dia pena di
fare qualcosa per sé, a patto che non
faccia nulla contro di sé. Sono infatti i
popoli che si lasciano o, piuttosto, si
fanno maltrattare, dal momento che,
smettendo di servire, sarebbero liberi; è
il popolo che si fa servo, che si taglia da
solo la gola, che avendo la scelta tra
essere servo o essere libero rinuncia
all’indipendenza e prende il giogo: che
acconsente al proprio male o piuttosto lo
persegue. Se gli costasse qualcosa
riottenere la libertà, non lo solleciterei
affatto in quella direzione benché cosa
può avere mai avere l’uomo di più caro
che riottenere i suoi diritti naturali,
tornando, per così dire, da bestia a
essere umano? Ma non pretendo da lui
tanto coraggio, gli concedo di preferire la
vaga sicurezza di una vita miserabile alla
dubbia speranza di vivere felice.”
Étienne de La Boétie da “Discorso della servitù volontaria”

Chi controlla il denaro controlla il mondo

In Italia gli Agnelli, Bulgari, Delvecchio, Marzotto, Gruppo Pesenti, Gruppo Prada, Dolce e Gabbana, la famiglia Riva, la famiglia Rocca, i Montezemolo, i Della Valle, i Ferrero della Nutella e persino i Delonghi del Pinguino; l’elenco è molto lungo e tutti hanno una rete di società, di cui l’ultima sta sempre in Lussemburgo, Olanda, in paesi a fiscalità privilegiata; però se io ho la fabbrichetta di tubi in Valtellina non la posso portare da nessuna parte e quindi io mi becco la tassazione al 70%, mentre i grandi gruppi no. Nunzia Penelope, autrice del libro: Caccia al tesoro, Ed. Ponte alle Grazie

“Stiamo come al solito, alla caccia disperata di soldi, l’Italia si prepara a una manovra in autunno, la Germania sta rallentando anche se il suo PIL è positivo e non e’ in recessione come noi, si profilano tempi durissimi, tutti a caccia di soldi e di capitali, ma stranamente non li vanno a cercare nell’unico posto dove ci sono, cioè nei paradisi fiscali.
Uno pensa alle Cayman,alle palme, ai gialli americani, in realtà basta andare molto più vicino. Ovviamente in Svizzera, ma anche in Lussemburgo, in Lichtenstein, in Austria, persino in Germania. Questa è una cosa che pochi sanno, ci sono reti di banche particolari dove vige un segreto bancario come quello svizzero. In pratica l’Europa è un grande paradiso fiscale a cielo aperto, l’Europa che piange miseria e che sta alle prese con la crisi ormai da sette anni, non si sa per quale motivo non fa nulla per recuperare le sue sostanze.
Nei paradisi fiscali c’è il più grosso bottino della storia, si parla di circa trenta mila miliardi di dollari, una cifra che rappresenta tutta la ricchezza prodotta in un anno in Europa e negli Stati Uniti; noi. come Italia. contribuiamo parecchio a questa ricchezza, perché secondo una ricerca della Banca d’Italia, siamo in testa alla classifica di esportazione di capitali illeciti. La maggiore parte dei nostri capitali illeciti come è noto va a finire in Svizzera, però ci sono degli interessi particolari che impediscono di riportare a casa i soldi svizzeri e diciamo che lo stock di denaro italiano accumulato nei decenni in Svizzera ammonta a circa mille miliardi. Se teniamo conto che il nostro debito pubblico è di due mila miliardi, praticamente metà sta nascosto in Svizzer; non lo so, forse bisognerebbe fare qualche cosa per riprenderseli.
Questi enormi capitali hanno tre origini, arrivano dalle grandi multinazionali, che li portano lì grazie alle leggi favorevoli che consentono loro di farlo, dall’evasione fiscale, anche lì sfuggendo alle maglie del fisco di tutti i paesi, e poi dal crimine organizzato.
I canali che trasferiscono i capitali da un Paese all’altro sono sempre gli stessi: banche, istituzioni finanziarie, professionisti, come notai, commercialisti, etc., che trattano indistintamente questi soldi che provengono da queste tre fonti. Questo significa che la commistione tra economia pseudo pulita e sporca ormai è assolutamente totale, per cui c’è metà dell’economia mondiale che cuoce nello stesso calderone dei paradisi fiscali.
I paradisi fiscali di per sé sono legali, tanto è vero che hanno sede in un paradiso fiscale praticamente tutte le grandi società italiane, tutte le regine della Borsa, tutte, dall’Enel all’Eni, alle principali banche italiane, Banca intesa, Unicredit, tanto tutte sedi in qualche paese offshore.
Il problema è che sono queste società a non essere trasparenti, cioè nel momento in cui crei una società offshore poi nessuno ci può mettere il naso, quindi ci puoi fare quello che vuoi.
Quale è la differenza? Che questi, lasciando perdere quelli del crimine, sono capitali esentasse, perché la grande multinazionale che grazie agli accordi con l’Irlanda piuttosto che con il Lussemburgo, riesce a pagare un’aliquota fiscale dello 0,05% rispetto al piccolo imprenditore che paga il 70% del prelievo fiscale, poi è chiaro che si può permettere di riportare i capitali qui e di fare ulteriori investimenti. Del piccolo imprenditore ovviamente poi uno si lamenta perché in Italia non investe più nessuno, ti credo, nessuno ha più una lira.
In Italia si è cercato di fare una legge seria in modo che vengano pagate tutte le tasse arretrate sui soldi portati in Svizzera o in altri Paesi, ma soprattutto pretende che si dica come quei soldi sono stati fatti, chi ha aiutato a portarli fuori, se sono frutto di una tangente, se sono stati usati per pagare una tangente. Naturalmente vi rendete conto che in Italia fare tutte queste domande è eversivo. Tant’è vero che questa legge partorita sotto il governo Monti, è morta lì, poi è stata recuperata sotto il governo Letta che l’ha approvata con un decreto il 28 gennaio e il 14 febbraio è andato a casa, sarà una coincidenza, sicuramente. Di seguito questa legge è stata recuperata nuovamente dal governo Renzi, ha fatto un tour in Commissione Finanze, alla Camera, è andata sotto, sopra, cambiata, trasformata, etc.,e finalmente era stata approvata non molti giorni fa in Commissione Finanze e dopodiché è di nuovo scomparsa.
Per esempio c’è una ricerca del Politecnico di Zurigo, una delle istituzioni di studio più serie e rigorose che ci sono in Europa, che si può trovare tranquillamente online, dove risulta che tutta l’economia mondiale è controllata da 50 multinazionali, in testa c’è una banca, la Barclays, seguono altre banche molto note, come Goldman Sach, JP Morgan, Deutchbank Merrill Lynch, Bank Of America. 25 di queste multinazionali sono americane, però siamo anche in questa classifica, al 43°posto, con una banca, Unicredit. Queste 50 multinazionali in buona parte sono anche le stesse che poi ritroviamo nei paradisi fiscali, e sono anche le stesse che hanno gestito tutta l’operazione mondiale sui derivati, la famosa bomba a orologeria che prima o poi esploderà travolgendo tutto il mondo.
Se l’economia mondiale è in queste mani io dubito che l’OCSE con tutta la sua buona volontà, così come dubito che qualsiasi governo riescano a combattere il sistema dei paradisi fiscali e sempre perché sono rimasta ingenua, ancora penso che se i cittadini iniziassero a far sentire la loro voce forse i governi qualche cosa riuscirebbero a fare.
Quando leggete sui giornali che è finito il segreto bancario in Svizzera non credeteci, perché ne stanno nascendo altri. Pensate che il Tibet, si sta attrezzando per diventare un grande paradiso fiscale; allora se tutti i cittadini, tutti i paesi d’Europa e d’America si rendessero conto che il motivo per cui stanno alla fame e pagano tasse spropositate è esattamente questo, quello delle banche, delle multinazionali, dei paradisi fiscali che creano una economia parallela di cui godono solo loro; penso che forse i governi avrebbero la forza di fare finalmente qualche cosa. Quando, per esempio vedo che a capo della Commissione Europea eleggono Jean Claude Junker, persona degnissima, ma guarda caso per vent’anni custode di uno dei paradisi fiscali più blindati d’Europa, il Lussemburgo, qualche dubbio mi viene, d’altra parte il Financial Times è stato l’unico giornale a scrivere un gigantesco articolo contro Junker in quanto ex-capo di un paradiso fiscale.
Perché la Gran Bretagna si oppone a questa nomina? Perché lei è l’altro grandioso paradiso fiscale europeo! Poi uno dice che esiste la sindrome del complotto.
Tornando in Italia, gli Agnelli, Bulgari, Delvecchio, Marzotto, Gruppo Pesenti, Gruppo Prada, Dolce e Gabbana, la famiglia Riva, la famiglia Rocca, i Montezemolo, i Della Valle, i Ferrero della Nutella e persino i Delonghi del Pinguino; l’elenco è molto lungo e tutti hanno una rete di società, di cui l’ultima sta sempre in Lussemburgo, Olanda, in paesi a fiscalità privilegiata; però se io ho la fabbrichetta di tubi in Valtellina non la posso portare da nessuna parte e quindi io mi becco la tassazione al 70%, mentre i grandi gruppi no.
Il problema è che l’Italia non può abbassare le tasse, perché queste imprese intanto stanno fuori e le tasse non le pagano qui!
Questo è il serpente che si morde la coda e è anche il motivo per cui è così difficile uscire da questa situazione. Il momento in cui la Svizzera o il Lussemburgo smettono di fare quello che fanno sono rovinati! Il primo che si muove è morto, quindi o si fa un’ operazione tutt’ insieme o si rimane così, sempre sospesi sull’abisso, tanto prima o poi ci cadremo dentro.
Noi abbiamo la FIAT, che ha appena trasferito la residenza fiscale in Inghilterra, non è che l’ha trasferita così, perché è più international, ma perché pagherà meno tasse che stando qua, come tutti. Si può impedire questo? Sì, cambiando le leggi, siamo sempre allo stesso punto, però, perché Obama, l’uomo più potente del mondo, il Presidente degli Stati Uniti, non è riuscito ancora a impedire che la Apple gli rubi un milione di dollari l’ora? Ancora non c’è riuscito.
Potrebbe fare una legge per impedire questo? Sì, certo, poi bisogna vedere se il Senato gliela approva, se i poteri forti che hanno finanziato la sua campagna elettorale gliela approvano, senza contare che ha in casa quattro paradisi fiscali: il Delaware, il Wyoming, il Nevada e la Florida, paradisi fiscali blindatissimi e che attirano società, capitali offshore da tutto il resto del mondo.
La questione è complessa e il problema è sempre lo stesso: chi controlla il denaro controlla il mondo, la politica di fronte a questo è totalmente impotente. Io mi auguro sempre che ci sia un primato della politica sui soldi, ma ancora non l’ho visto.” Nunzia Penelope

 

Il M5S continua la lotta in difesa della democrazia

Il Partito Unico ha dimostrato di voler ridurre sempre di più la sovranità popolare e l’uso degli strumenti di partecipazione popolare alla vita democratica (referendum e leggi di iniziativa popolare). La riforma costituzionale in discussione prevede un Senato nominato dai consiglieri regionali. La riforma delle province e delle città metropolitane ha previsto che i relativi consigli siano nominati dagli stessi consiglieri comunali già eletti nelle province. Eletti che nominano eletti, contravvenendo ai principi della “Carta europea dell’autonomia locale”, sottoscritta dall’Italia nel 1985 e ratificata con la legge 439/1989, che all’art. 3 testualmente recita che i consigli e assemblee delle autonomie locali siano “…costituiti da membri eletti a suffragio libero, segreto, paritario, diretto ed universale…”
Con questo sistema, nei futuri Consigli (e al Senato) troveremo solo i grandi partiti grazie al fatto che si eleggeranno da soli senza dover passare dalla consultazione popolare, decideranno ancora su scuole, trasporti, ambiente e territorio, tutti rigorosamente non eletti.
Il Movimento 5 Stelle si è sempre opposto e continuerà a farlo agli organi istituzionali intermedi tra comuni e regioni, che siano essi eletti a suffragio universale o in modo indiretto, e ritiene che siano sempre i cittadini a dover eleggere i propri organi legislativi e amministrativi.
Con un voto in rete si è deciso comunque di prendere parte esclusivamente alle elezioni costituenti per le città metropolitane, pertanto i consiglieri comunali eletti nelle liste del M5S nei comuni facenti parte delle città metropolitane organizzeranno delle liste.
Il M5S si è sempre caratterizzato per essere “altro” rispetto ai partiti tradizionali e ha rifiutato accordi e compromessi, candidature in cambio di voti, portando avanti con coerenza il programma elettorale per il quale gli elettori lo hanno votato.
Pertanto il M5S presenterà delle liste di candidati interamente composte da consiglieri del M5S e se qualcuno dei consiglieri eletti con altre forze politiche o liste civiche crede davvero nella democrazia e nella rappresentanza del popolo, potrà sottoscrivere le nostre liste al fine di permetterne la presentazione, senza che ciò porti nulla in cambio.
Il M5S si prefiggerà nelle città metropolitane i seguenti scopi:
Aprire l’istituzione ai cittadini: poter conoscere tempestivamente le discussioni in atto, avere accesso agli atti e metterli a disposizione dei cittadini e delle forze civiche non collegate ai partiti.
Garantire la democrazia ai cittadini e ai Comuni: nella fase di elaborazione dello statuto, attivarsi affinché il consiglio e il sindaco metropolitani vengano eletti direttamente dai cittadini, garantendo una rappresentanza di tutte le aree territoriali e di tutte le forze politiche, e introdurre meccanismi di democrazia diretta e partecipativa, sia per i cittadini che per i Comuni interessati, evitando che la città metropolitana diventi il modo per imporre dall’alto le decisioni ai territori interessati.
Difendere il territorio e il bene comune: negli argomenti di competenza della città metropolitana (rifiuti, acqua, trasporti, pianificazione territoriale), portare avanti il programma del Movimento per opporsi alla privatizzazione dei beni comuni e alla devastazione del territorio.

PROGRAMMA NELLA FASE COSTITUENTE
Nella fase costituente del consiglio metropolitano (settembre – dicembre 2014), i consiglieri metropolitani eletti nelle liste del Movimento 5 Stelle si impegneranno a portare avanti le seguenti proposte:
1. Elezione diretta e rappresentativa del consiglio e del sindaco metropolitano. Il consiglio dovrà essere eletto in parte con un sistema che garantisca una rappresentanza di tutte le aree della città metropolitana (es. collegi uninominali maggioritari) e in parte con un sistema di riequilibrio che garantisca la presenza anche delle forze politiche minori (es. proporzionale). Questo dovrà avvenire indipendentemente dalla frammentazione del comune capoluogo; a tale scopo il M5S si rende disponibile a portare avanti le relative proposte in Parlamento se necessario.
2. Introduzione nello statuto metropolitano di strumenti di democrazia diretta e partecipativa. Si proporrà di inserire nello statuto sia il referendum deliberativo senza quorum, attivabile sia su proposta dei cittadini che su proposta di un certo numero di Comuni indipendentemente dalla loro dimensione, che la proposta di delibera di iniziativa popolare o comunale.
3. Garanzia dell’autonomia dei Comuni rispetto alle decisioni metropolitane. Si proporrà di inserire nello statuto un meccanismo di convalida delle delibere metropolitane che riguardino una specifica area della città metropolitana, prevedendo per una maggioranza qualificata dei Comuni interessati la possibilità di bloccarle.

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
Durante la gestione amministrativa vera e propria, i consiglieri eletti porteranno avanti il programma nazionale del Movimento 5 Stelle. In particolare, si ricordano le linee guida su alcune delle competenze fondamentali della città metropolitana:
1. Acqua. Garanzia della proprietà pubblica della gestione del sistema idrico integrato e sua trasformazione in società di diritto pubblico, in applicazione dei referendum del 2011.
2. Rifiuti. Opposizione agli inceneritori e promozione invece della raccolta differenziata porta a porta in modo spinto, del compostaggio e di tecnologie avanzate di raccolta, differenziazione e trattamento a freddo dei rifiuti.
3. Trasporti e infrastrutture. Opposizione alle grandi opere inutili e investimento sui servizi per i pendolari, garantendo anche quelli non direttamente remunerativi. Integrazione operativa e tariffaria dei servizi su tutta l’area metropolitana. Promozione del trasporto pubblico rispetto a quello privato, riducendo gli investimenti stradali per il trasporto privato al minimo necessario.
4. Pianificazione territoriale. Stop al consumo di territorio, privilegiando invece la riconversione di aree ex industriali e la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente. Individuazione e difesa urbanistica delle aree agricole, dei boschi e dei parchi.

p.s. le liste di candidati dovranno pervenire all’indirizzo mail listeciviche@beppegrillo.it. Il nominativo e i relativi dati anagrafici del capolista dovranno essere anticipati per consentire la predisposizione della liberatoria all’utilizzo del simbolo. Linee guida e circolari sul procedimento elettorale a questo link