Tassiamo i diritti tv del calcio per sostenere l’ordine pubblico

 

 

E’ necessario ristabilire un equilibrio tra i profitti milionari incassati dalle società sportive ed i costi per la tutela dell’ordine pubblico in concomitanza delle manifestazione sportive che, oggi, viene fatto sopportare indistintamente dalla generalità dei cittadini attraverso fondi reperiti dalla fiscalità generale.

Occorre accollare alle società calcistiche ed alla lega della quale ciascuna singola società fa parte, una parte dei costi necessari per garantire l’ordine pubblico in vista del regolare svolgimento delle manifestazioni sportive, principalmente calcistiche.

Si deve perciò destinare una percentuale del valore degli incassi ottenuti con la vendita dei biglietti ed abbonamenti per ciascun evento sportivo, aggiungendo anche il valore della concessione dei diritti televisivi, destinandoli alla copertura dei maggiori oneri sostenuti proprio per consentire un pacifico svolgimento delle manifestazioni sportive.

Questa modifica rientra nell’ottica di ottenere un contributo economico tangibile da parte di chi ha fatto delle manifestazioni sportive la sua attività principale, ottenendo ingentissimi introiti dal loro svolgimento al fine di far loro contribuire direttamente al mantenimento dell’ordine pubblico.

Non appare coerente, soprattutto nell’attuale momento storico e socio-economico, far sopportare integralmente alla generalità dei cittadini i costi per il mantenimento dell’ordine pubblico, quando in occasione d’incontri di calcio tra squadre di prestigio le stesse società ottengono un elevato ricavo economico.

Un prelievo dell’ 1% anche solo sui diritti televisivi garantirebbe una somma di circa 10 milioni di euro annui che potrebbe sicuramente contribuire alla copertura quasi totale dei costi per il pagamento di indennità e straordinari alle forze dell’ordine.

Ottenendo questo ingente risparmio di spesa si potrebbero quindi reperire le risorse necessarie a consentire lo sblocco degli stipendi per il settore della sicurezza e a far risparmiare sin da subito il cittadino italiano.
Link all’articolo de “Il Fatto Quotidiano” sull’emendamento Turco

Link all’articolo de “La Stampa” sull’emendamento Turco

 

 

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