Maddalena: lo scandalo dimenticato

– 110 mila metri quadri di parco marino, 90 mila metri quadrati di territorio e 27 mila metri quadrati di edifici.
– 12 ettari di fondali, una bonifica che ha distrutto un intero parco marino.
– 2 hotel di lusso con lampadari da 115 mila euro, ciotoline di Bulgari, poltrone Frau, chiusi da sempre.
– 400 mila euro l’anno di IMU.
– 512 milioni di denaro pubblico.
– 17 inquisiti.
Questi sono i numeri dello scandalo del G8 alla Maddalena.
Ne manca uno: 12 mila persone, gli abitanti dell’isola. Che non contano nulla, e non rientrano in nessun computo. Ma sono loro che hanno subìto le peggiori conseguenze per il disastro di una strombazzata Grande Opera degradata poi in fretta e furia a “sito di interesse regionale”, scaricando oneri e responsabilità sulle spalle dei cittadini sardi.
D’altronde, chi doveva mangiare aveva mangiato, ricordate? Balducci, Bertolaso, Anemone, De Santis, nomi diventati celebri per appalti truccati, risatine sui terremoti, case in affitto, palestre abusive, insomma il solito giro dei “seri e competenti” a cui si affidano le Grandi Opere in Italia. Expo e Mose degni eredi.
Di quel G8 nato morto (fu spostato a L’Aquila per opportunità pubblicitarie dell’allora governo) sopravvive però molto. E quello che sopravvive è inutile e dannoso. Idrocarburi, arsenico, amianto, cadmio, piombo, rame, mercurio che si muovono liberi sui fondali, e che nessuno ha soldi né intenzione di rimuovere, una seconda Ilva in territorio sardo; gli hotel e centri conferenze “gestiti” dall’azienda della Marcegaglia: cinque stelle pronti per l’apertura e rimasti a prendere polvere, con tanto di arredi e perfino le lenzuola, e con incorporato un tassametro IMU che gira e costringe la Regione (a cui sono stati affibbiati) a spendere decine di migliaia di euro in tasse per edifici non richiesti, che non servono e non rendono un centesimo. La Maddalena vanta persino la fibra ottica: 13 chilometri di cablaggi che potrebbero almeno servire al digital divide, solo che… mancano 100 metri di cavi per chiudere l’opera e poterla usare. Chissà, magari “non ci sono i soldi” neanche lì.
Oggi Beppe e alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle sono in visita a La Maddalena. Come già accaduto per Expo, per la Terra dei Fuochi, andiamo a vedere e a mostrare a tutti ciò che è stato nascosto, insabbiato o come in questo caso opportunamente dimenticato. Perché lì ci sono 12 mila cittadini che non contano nulla, e che stanno ancora pagando con i loro soldi, la loro salute e il loro futuro l’ennesima porcata all’italiana stile prendi i soldi e scappa. Fino a quando, fino a quando, si abuserà così della nostra pazienza?

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