Oggi sta avvenendo qualcosa di sbagliato, profondamente sbagliato

Questa mattina, in una brumosa atmosfera di una imbavagliata informazione che non vuole disturbare il “manovratore” e, quindi, senza la giusta consapevolezza che una Nazione ed un Popolo dovrebbe avere quando si modifica così profondamente la propria Carta costituzionale, e’ iniziata la discussione sui disegni di Legge di modifica della Costituzione.

Il progetto produrrà, se non riusciremo a “frenare” questa deriva, a ritrovarci la modifica peggiorativa di diversi articoli della stessa.

Il nuovo Senato che stanno disegnando, continuerà ad avere poteri costituzionali importanti, come quello di eleggere il Presidente della Repubblica ed i membri del Csm ma non sarà più eletto dai cittadini.

Il potere sovrano non sarà più, per la prima volta, direttamente esercitato su mandato rappresentativo di cittadini eletti in uno dei rami del Parlamento.

Per i referendum abrogativi (uno dei pochi strumenti di democrazia diretta previsti in costituzione) hanno previsto che le firme richieste verranno alzate da 500mila a 800mila e cosi per le leggi d’iniziativa popolare (altro strumento di democrazia diretta), le sottoscrizioni necessarie saranno quintuplicate da 50mila a 250mila.

Sempre più poteri andranno al presidente del Consiglio ed al governo e meno al Parlamento attraverso cui il Popolo esercita la sua sovranità.

Per non parlare delle modifiche al titolo V sui rapporti fra Enti locali e Amministrazione centrale.

Oggi sta avvenendo qualcosa di sbagliato, profondamente sbagliato, molto pericoloso e ben poco democratico nella meno-democrazia di Renzi.

Inoltre, fra le tante norme pericolosamente introdotte e che mettono in crisi il delicato equilibrio su cui si fonda la nostra Repubblica, è stata introdotto un nuovo paragrafo al modificato 119 Costituzione.

Si è introdotto, infatti, il criterio dei “costi standar” , che è di matrice contabile/aziendale , per definire l’ assegnazione delle risorse per la spesa sanitaria ed il federalismo fiscale.

Anche questa volta, come nel 2012 prima dell’introduzione del “pareggio di bilancio” in Costituzione, si rischia che tale importantissima novità passi nel silenzio più assoluto.

Il criterio dei “costi standar”, se è criterio ottimale, per come detto in altro post, per effettuare un controllo sulla spesa pubblica, introdurrebbe, in realtà un criterio di estrema rigidità nella Costituzione, che avrebbe l’effetto di sommarsi a quello negativo dato dalla rigidità del principio del pareggio di bilancio codificato nell’art.81.

Questo vorrà dire che ogni politica economica sarà demandata non a scelte politiche e, quindi, al popolo a cui è demandata la sovranità che la esercita secondo le regole della rappresentatività politica (per il momento), ma a criteri contabili/aziendali.

Questa è una mutazione della democrazia per come ci era stata lasciata.

È la fine della preminenza della sovranità popolare, di fatto, in favore dell’economia.

Si metteno in dubbio quei principi di solidarietà e mutualità previsti nei primi articoli della Costituzione e che sono le fondamenta su cui si regge questa Nazione.

Francesco Molinari

Portavoce M5S Senato

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