L’Italia in mano agli usurai

Mentre in campagna elettorale Renzie promette 80 euro, una mancia miserabile, un voto di scambio politicomafiosomassonico con cui comprare voti, il debito pubblico aumenta ogni mese. Ma non doveva diminuire grazie ai sacrifici? Dove eravamo rimasti nel 2011? Al duo Napolitano presidente di sé stesso e a Rigor Montis, senatore in una notte, che dovevano salvare l’Italia dallo spread impazzito? E poi a Letta, silurato per manifesta incapacità mediatica, che voleva morire per Maastricht, e infine all’Ebetino slinguazzante di Merkel, Bce e dintorni. Dopo anni di cura, dove sono state ammazzate le imprese, creato disoccupazione a livello del dopoguerra e tassato anche l’aria, lo spread è sceso. E allora? A chi abbiamo fatto un favore devastando l’Italia?
L’Italia è quasi fallita, non c’è alcuna correlazione tra lo spread e la nostra economia. Questo nessuno può negarlo. Al massimo il rapporto può essere inversamente proporzionale. Meno spread, più fallimenti. A che serve quindi lo spread basso garantito da Napolitano con tre governi illegittimi, nessuno eletto dagli italiani, graditi alla Bce, Ue e Fmi? A garantire il pagamento dei titoli pubblici in scadenza e dei relativi interessi alle banche, in particolare tedesche, francesi e britanniche. Con lo spread sotto controllo i nostri titoli sono salvi e i creditori sono soddisfatti.
Siamo tornati al ‘600 in Italia. Al posto degli eserciti stranieri, i poteri finanziari, ma almeno, allora, non ci prendevano per il culo con una finta democrazia e le riforme costituzionali fatte solo per perpetuare la Casta. Lo Stato italiano spende circa 800 miliardi di euro ogni anno. Di questi, 100 sono di interessi sul debito, senza questa zavorra avremmo un avanzo primario. Le entrate sarebbero superiori alle spese nonostante gli sprechi, che comunque sono enormi, tra i 100 e i 150 miliardi. Stiamo morendo di debito, di interessi sul debito, di crescita esplosiva del debito. In febbraio è aumentato di 17,5 miliardi, toccando 2.107,2. Alla fine dello stesso mese del 2013 l’ammontare del debito era di 2.018,2 miliardi, su base annua l’aumento è stato di 89 miliardi di euro. Non possiamo svalutare il debito perché è agganciato all’euro e non a una moneta nazionale, con questi dilettanti (collusi?) non possiamo arrestarlo. Stiamo morendo per pagare gli usurai. Qui o si affronta il debito e si mandano a fanculo i poteri che manovrano l’Italia come una marionetta grazie ai loro emissari autoctoni, o si muore.

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