Arriva la stangata di Renzie!

 

Il primo provvedimento del governo Renzie in campo fiscale, che nessun giornalista si è degnato di spiegare agli italiani, è un ricco aumento del prelievo fiscale sulla casa grazie alla possibilità concessa ai sindaci di aumentare l’aliquota della Tasi, la tariffa dei servizi indivisibili corrisposta ai comuni, fino ad un ulteriore 0,8 per mille. Il limite massimo dell’aliquota passa così dal 2,5 per mille al 3,3 per mille. Un aumento, che secondo uno studio della UIL, costa 1 miliardo e mezzo di euro alle famiglie italiane colpevoli di avere una casa. La giustificazione della stangata, è la copertura, con solo parte della somma, delle detrazioni che prima spettavano alle fasce più deboli sul pagamento dell’Imu e che si erano perse per strada con la Tasi.
Ecco le tasse che dovrai pagare sulla tua casa o esercizio commerciale grazie a Renzie:
Prima casa
– Imu per le categorie catastali a1, a8 e a9. Queste continueranno a pagare l’imu per intero, con aliquota fino al 6 per mille (sommata con la tasi, l’aliquota totale non potra’ superare il 6,8 per mille);
– Mini imu per tutte le prime case (che si trovano nei comuni che avevano applicato aliquote sulla vecchia imu superiori al 4 per mille);
– Tasi con un’aliquota che parte dall’1 per mille e può arrivare, grazie al nuovo aumento, fino al 3,3 per mille.
– Tari in quanto tariffa rifiuti.
Seconde case e tutti gli altri fabbricati (uffici, negozi, capannoni, ecc.)
– Imu per intero
– Irpef (50% sulla rendita catastale dell’immobile per le seconde case non affittate che si trovano nello stesso comune della prima abitazione)
– Tasi
– Tari
Prima di Renzie la somma delle aliquote di Imu più Tasi non poteva superare il 10,6 per mille. Invece, anche in questo caso ci saranno aumenti, perché le aliquote sommate potranno raggiungere l’11,4 per mille. Per il M5S la prima casa è sacra e i soldi vanno trovati altrove. Abbiamo proposto di prendere il miliardo e mezzo delle detrazioni dell’Imu per la prima casa da un un’ulteriore prelievo sulla tassazione al gioco d’azzardo. Il pd si è opposto. Le lobby non si toccano, i cittadini si spremono fino all ultimo centesimo.

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