Vaccini per neonati, alla faccia del consenso informato

Indipendentemente da come la si pensi sui vaccini infantili, come genitori abbiamo tutti il diritto di ricevere un’informazione il più completa possibile su cosa comporti vaccinare i propri figli neonati per permetterci di compiere una scelta consapevole e ponderata.

Questo almeno nei nostri sogni, mentre la realtà spesso ci pone di fronte a tutt’altra situazione.

Come tutti i genitori, ci siamo trovati con il mio compagno a dover decidere se e come vaccinare i nostri due figli.

Essendo persone dubitative di natura, abbiamo cercato di acquisire da soli quante più informazioni possibili per fare questa scelta nel modo più ragionato e qui ci siamo scontrati con molta ignoranza e soprattutto con un pizzico di malafede.

Se però questa malafede impatta sulla salute dei bambini, allora ci sentiamo autorizzati a pensare che ci sia speculazione sulla pelle di creature innocenti.

Qualche giorno dopo la nascita della nostra seconda figlia, ci è arrivata a casa la solita lettera della ASL che ci ricordava gli obblighi di legge per le vaccinazioni pediatriche.

Il foglio conteneva due informazioni: su una facciata le informazioni su dove andare, gli orari ed i telefoni dei centri vaccinali a noi più vicini e sull’altra il piano vaccinale previsto con le relative scadenze.

Punto.

Non un cenno su cosa significhi vaccinare un bambino, meno che mai su quali rischi comporti.

A proposito del piano vaccinale, poi, questo prevedeva l’esavalente in prima somministrazione e nei cosiddetti richiami, mentre la legge prevede che 4 (e non 6 quindi) siano le vaccinazioni obbligatorie.

Ieri sono andata nel presidio della mia ASL di competenza a chiedere se avessero a disposizione il vaccino tetravalente così come la legge richiederebbe e mi sono trovata sui muri niente altro che pubblicità di case farmaceutiche che facevano informazione a senso unico terrorizzando i genitori sulle malattie a cui i salvifici vaccini da loro prodotti facevano prevenzione o indicazioni della Regione Lazio che pure inneggiavano alla vaccinazione.

Non un’informazione sui rischi delle vaccinazioni, sul perchè venga somministrata un’esavalente mentre 4 e non 6 sono i vaccini previsti dal piano sanitario nazionale, sulle controindicazioni che questo trattamento può comportare.

Nulla di tutto questo.

E nessun medico che spontaneamente fornisse informazioni complete prima di somministrare i vaccini ai bimbi, spesso neonati.

Se fossi stata una madre meno curiosa o con meno tempo per informarmi, oggi sarei andata a vaccinare mia figlia neonata di 2 mesi senza che NIENTE e NESSUNO mi fornisse uno straccio di informazione su cosa questo gesto spesso semplice e scontato può comportare sulla salute dei nostri bimbi e sul loro regolare sviluppo.

Ho sentito una grande rabbia crescere in me.

Speculare sulla pelle dei bambini è una cosa ignobile e qualcuno dovrà iniziare a darci delle risposte.

ps: vi posto qui le foto di tutte le pareti del centro vaccinale per vedere con i vostri occhi quello che ho descritto sopra

Roberta Lombardi
Portavoce M5S Camera

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