Renzi in pubblico fa lo statista, nelle segrete stanze favori alle lobby

Non sono le scuole a non far dormire serenamente Renzi.

Tra i suoi pensieri fissi c’è una certa Sorgenia che, come sapete, è la società produttrice di energia elettrica che fa capo a Carlo De Benedetti, editore del gruppo Repubblica – L’Espresso e tessera n°1 del PD.

Sarete a conoscenza anche del precipizio finanziario in cui la Sorgenia sta per cadere avendo accumulato un debito che sfiora quota 1,9 miliardi di euro.

Anche altre realtà che operano nello stesso settore non navigano in acque tranquille, ma l’azienda di De Benedetti si ritrova forse nella situazione peggiore (a metà marzo potrebbe aver finito i soldi e il suo socio, l’austriaco Vabund, ha già detto che non intende impegnarsi ancora).

E allora che si fa?

Si invoca il salvagente statale, mentre sono in corso le trattative con gli istituti di credito esposti.

Cosa dovrà fare Renzi?

La risposta è nel capacity payment, su cui il Movimento ha da tempo acceso i riflettori perché permette di pagare i proprietari degli impianti termoelettrici, anche se non producono energia, per il solo fatto che, potenzialmente, potrebbero farlo.

Diciamo che si fa gioco sulla capacità produttiva delle centrali che potrebbe essere sfruttata qualora ce ne fosse necessità.

Bene: le aziende puntano a ottenere circa 600 milioni l’anno fino al 2017.600 milioni.

In sostanza si concederebbe un respiro di sollievo a imprenditori che hanno investito “male” nel settore energetico dato che le rinnovabili hanno rosicchiato sempre più il mercato e chi ha continuato a puntare su altre fonti è rimasto indietro.

E il conto a quanto pare dovremmo pagarlo noi.

Letta aveva già fatto qualcosa nella legge di stabilità, un provvedimento fatto ad uso e consumo delle lobby.

Ma ora si tratta di andare nel concreto e decidere quanti soldi dovranno andare a chi.

E indovinate chi dovrà deciderlo?

Il ministro dello Sviluppo Economico: Federica Guidi.

Se non arriverà l’aiuto dello Stato, la Sorgenia si troverà in serissime difficoltà: il fallimento non è un’ipotesi lontana e a rischio andrebbero anche le 21 banche creditrici.

Ora immaginate la scena: da un lato c’è Silvio Berlusconi e la sbandierata “perfetta sintonia” con Renzi (un passaggio di testimone politico?

Chissà);

dall’altro De Benedetti con la sua Sorgenia al collasso, che tanto ha spinto per avere il sindaco di Firenze a Palazzo Chigi;

da un altro ancora c’è la Guidi, vecchia conoscenza del Cavaliere e neo ministro a cui spettano decisioni su diversi affari bollenti.

In mezzo c’è proprio Renzi, catapultato alla presidenza del consiglio dei ministri da questo sistema di potere.

Davanti alle telecamere recita la parte del giovane statista ben intenzionato a cambiare verso all’Italia.

Nelle segrete stanze fa l’amministratore del condominio delle lobby, dimenandosi tra conflitti di interesse e affari degli illustri condomini.

Intanto nel cortile, ad aspettare, c’è l’Italia.

Ps. Il M5S presenterà un’interpellanza urgente sul caso De Benedetti – Sorgenia.

Roberto Fico
Portavoce M5S Camera

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