Cara Laura ti scrivo. Riacquista la tua dignità di donna

Cara Laura

ti scrivo, così parliamo un po’.

Dopo la tua veemente solidarietà a Bignardi, Fazio, Augias, Pippo, Pluto e Paperino, a tutti tranne che alla mia collega Loredana Lupo, picchiata dal tuo deputato questore sotto i tuoi occhi, devo dire che a otto giorni da tale episodio trovo il tuo silenzio ASSORDANTE.

Ho seguito con molta attenzione l’invasione da parte tua di tutte le TV ed i giornali in cui ci dipingevi come trogloditi sessiti e sbavanti di rabbia.

Ho cercato con altrettanta attenzione un cenno di umano dispiacere per la vile ed ingiustificabile aggressione subita da Loredana tra le pieghe delle tue parole stizzite o della tua espressione indispettita ed una punta isterica, quasi da insegnante che non riesce a mantenere l’ordine e va a piagnucolare dal suo superiore.

Ero certa che una donna come te, portabandiera sui media di valori di pace, solidarietà, antiviolenza, tutela delle donne, avesse fatto seguire i fatti alle parole.

Ero sicurissima che, nonostante le ormai incolmabili divergenze di tipo politico tra noi, il tuo impegno fosse così serio e reale da mettere davanti a tutto una durissima presa di posizione contro una violenza senza giustificazioni.

E ti facesse assumere immediatamente una presa di distanza nettissima, che dico nettissima, SIDERALE dal quel questurino manesco di due metri che ha colpito una donna in tua vece.

Eh sì mia cara, il tanto bistrattato Regolamento della Camera dei Deputati parla chiaro al suo art.

8 comma 1, dove recita che il presidente “Assicura il buon andamento dei suoi lavori e che “sovrintende a tal fine alle funzioni attribuite ai Questori”.

È una tua precisa responsabilità il colpo sulla faccia di Loredana Lupo.

Ho anche aspettato qualche giorno che tornassi lucida ma tu niente, continui nel tuo impressionante silenzio.

Eppure avrei dovuto cogliere qualche segnale di allarme quando qualche mese fa mi telefonasti per partecipare alla pièce teatrale che stavi organizzando alla Camera in occasione della giornata mondiale contro il femminicidio.

Avrei potuto intuire una certa ipocrisia di comportamento quando, al declinare l’invito a causa del mio avanzato stato di gravidanza che non mi avrebbe potuto garantire la presenza, non solo non mi hai neanche fatto un cenno di auguri, non hai avuto il buon gusto di cercare una giustificazione per non avermeli fatti prima, dicendo magari che non lo sapevi e hai sostenuto invece che proprio per la mia pancia io ero perfetta per rappresentare l’archetipo della donna, instillando in me l’allora microscopico dubbio di volerti servire del mio pancione per portare acqua al mulino del tuo teatrino.

Laura, cara Laura, ti chiamo ancora così perchè ci siamo sempre date del tu e questa è una lettera da Roberta a Laura, anche perchè hai smesso di essere la mia Presidente nel momento in cui ti sei permessa, da terza carica dello stato, di tentare di delegittimare una forza democratica che rappresenta un terzo del Paese ma di cui non condividi l’azione politica.

Cara Laura, dicevo, sei ancora in tempo per dare concretezza alle tante parole che spendi sui media in difesa delle donne: caccia il questurino violento, metti al sicuro noi donne che ogni giorno lavoriamo alla Camera dai suoi accessi di rabbia e abbraccia Loredana.

E riacquisterai la tua dignità di donna.

Roberta Lombardi
Portavoce M5S Camera

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