“Abbiamo portato il Reddito di Cittadinanza in Consiglio D’Europa”

Venerdì scorso abbiamo depositato il primo atto ufficiale del M5S in un’istituzione europea.

Io, Edera Spadoni e Nunzia Catalfo abbiamo deciso di iniziare col botto presentando una mozione sul reddito di cittadinanza.

Per farlo, secondo il regolamento del Consiglio d’Europa, abbiamo dovuto raccogliere le firme di almeno 20 delegati di 5 paesi differenti e non vi nego che non è stato facile data la complessità politica della materia.

Alla fine, ironia della sorte, i paesi firmatari sono stati quelli a noi più vicini in termini di crisi ovvero Grecia, Spagna, Cipro e Romania.

Come tutti gli atti del Consiglio, se andasse in porto (speriamo già entro aprile), fornirebbe agli stati membro una raccomandazione affinché introducano il reddito di cittadinanza nei loro ordinamenti.

I famosi “ce lo chiede l’Europa” che fino ad oggi sono valsi solo per questioni finanziarie con noi potrebbero iniziare a funzionare anche per questioni sociali che giovino ai popoli europei.

Qualche giornalaio ha provato a screditarci dicendo che avremmo “sbagliato porta”, come una Madia (PD) qualsiasi, perché saremmo dovuti andare a Bruxelles invece che a Strasburgo, beata ignoranza, consiglio all’audace cronista di andare anche solo su Wikipedia e cercare la differenza tra Parlamento Europeo, Consiglio Europeo e Consiglio d’Europa.

Sarebbe bastato farlo per rendersi conto che la porta era proprio quella giusta dato che noi siamo membri della delegazione italiana presso il Consiglio d’Europa ovvero quell’istituzione, con sede a Strasburgo, che si occupa di diritti umani.

Segue la mozione che abbiamo depositato, chiaramente questa è la versione in italiano così da agevolarne la comprensione.

A riveder le stelle *****MOZIONEIl 21 ottobre 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che “sottolinea la necessità di misure concrete che sradichino la povertà e l’esclusione sociale, esplorando strategie di ritorno all’occupazione, favorendo un’equa ridistribuzione del reddito e della ricchezza, garantendo regimi di reddito minimo atti a prevenire la povertà e a favorire l’inclusione sociale, consapevole che la lotta alla povertà presuppone la creazione di posti di lavoro dignitosi e durevole per le categorie sociali svantaggiate sul mercato del lavoro” , con una maggioranza di 540 voti a favore e 30 contrari.

Tale risoluzione, in modo ancora più netto rispetto ad una precedente sullo stesso tema del 2008, ha sancito in modo pieno il riconoscimento di un diritto dei cittadini dell’Unione e delle persone che vi risiedano stabilmente, ad un reddito che ne salvaguardi la dignità sociale.

In base ai dati Eurostat, circa 120 milioni di europei sono a rischio di povertà o di esclusione sociale, dei quali 25 milioni sono bambini;

50 milioni di persone vivono in nuclei familiari nei quali nessun componente svolge un’attività lavorativa;

40 milioni di persone patiscono gravi forme di deprivazione materiale;

sono oltre 4 milioni i senzatetto.

In attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il reddito minimo viene definito come un diritto sociale fondamentale, destinato a fungere da strumento di protezione della dignità della persona e della sua «possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e politica».

La Carta sociale europea garantisce i diritti sociali ed economici in Europa.

Il reddito minimo o reddito di cittadinanza è uno strumento che assicura, in via principale e preminente, l’autonomia delle persone e la loro dignità, e non si riduce ad una mera misura assistenzialistica contro la povertà.

Alla luce delle motivazioni sopra esposte, l’Assemblea invita:- l’Unione Europea ad adottare una legislazione volta a implementare un sistema di sostegno al reddito unitario per tutti gli stati membri.

– gli Stati membri ad adottare una chiara legislazione che contrasti attivamente ed in modo efficace la povertà.

Manlio Di Stefano
Portavoce M5S Camera

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