In Italia la ri-presa (per i fondelli), nel Regno Unito la Ripresa con la R maiuscola

David Cameron: Primo Ministro

Il settore delle costruzioni a Novembre ha evidenziato una crescita notevole risultando il dato migliore negli ultimi 6 anni, quindi al cominciare della crisi economica. Questa notizia è successiva alla notizia comunicata nei giorni scorsi che riguardava il rafforzamento del settore manufatturiero con importanti investimenti sia privati che pubblici e tante nuove assunzioni.

Il piano adottato dalla Bank of England ha dato più che una risorsa a tutti coloro che vorrebbero accedere a dei mutui o dei prestiti per l’acquisto della casa. Il tutto, va ricordato, sapientemente abbinato con il piano sulla casa attualmente messo in opera dal governo (HELP to buy) che prevede, nel caso di acquisto, la garanzia del 15%  sull’intero importo di un immobile. Il valore deve essere inferiore a 600.000 sterline. Si da quindi la possibilità di accedere ad un mutuo, che la banca qui concede abbastanza con tranquillità, avente il tetto dell’80% dell’importo totale. Quindi una giovane coppia può acquistare casa con solo il 5% dell’ammontare perchè il 15% lo mette il governo ed il restante 80% la Banca.

David Tinsley, economista presso BNP Paribas, ha annunciato che se le previsioni si riveleranno esatte si sarà recuperato tutto quel blocco produttivo perso durante la crisi. Addirittura si prevede che continuando a questo passo entro il 2014 il Regno Unito avrà superato i livelli pre-crisi.

Parlando invece della crescita economica e del recupero avuto nel corso di questi ultimi due anni, il Regno Unito ha davvero centrato in pieno il bersaglio. Le previsioni danno un PIL in crescita ed un totale di +1,6% per il 2013; l’Italia, chiuderà con un negativo -1,8%.

PIL Regno Unito dagli anni 90 ad oggi

PIL Regno Unito dagli anni 90 ad oggi

Come possiamo vedere da questa immagine il PIl del Regno Unito ha avuto dei momenti particolarmente difficili (guarda caso non come l’Italia) negli anni della crisi. Il periodo 2007-2009 è stato senz’altro significativo in senso negativo, portando infatti il PIL ad un picco di -2,5%. Quello che stupisce è che, seppur con alti e bassi, l’imponente nazione nord-europea ha brillantemente svolto i compiti a casa.

PIL NAZIONE

Italia: 2005 (0%), 2006 (+1,9%), 2007 (+1,9%),  2008 (-1%), 2009 (-5%), 2010 (+1,3%), 2011 (+0,4%), 2012 (-2,4%), 2013 previsione (-1,8%)

Regno Unito: 2005 (+1,8%), 2006 (+1,5%), 2007 (+2,3%), 2008 (-0,3%), 2009 (-4,8%), 2010 (+0,5%), 2011 (-1%), 2012 (+0,3%), 2013 previsione (+1,6%)

Le previsioni sono abbastanza moderate pur dimostrandosi molto positive con una totale ripresa per il 2014 ed un PIL vicino al +2%. Purtroppo non possiamo dire lo stesso per la nostra Italia dove i dati sono sostanzialmente invertiti. Dando uno sguardo alla disoccupazione, il Regno Unito vanta un decrescente tasso numerico (quindi positivo) vicino al 7,5% mentre l’Italia si avvicina al 12,5% della popolazione con un dato che appunto inverte la tendenza. In Gran Bretagna il tasso decresce, in Italia cresce.

In conclusione, quale futuro attende l’Italia? Quale futuro attende ogni italiano medio? Sarà il caso di eliminare la mala politica che da tempo ci conduce  verso un baratro, un destino già scritto da paese di Serie C? TUTTI A CASA!

Fonti: BBC Uk

http://www.bbc.co.uk/news/business-25201692

http://www.bbc.co.uk/news/10613201

http://www.bbc.co.uk/news/business-24926512

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