Intervento alla Camera del Deputato Andrea Vallascas sull’alluvione del 18 Novembre 2013

Signor Presidente, Ministro, Onorevoli colleghi e colleghe,

le notizie che arrivano dalla mia Isola sono un intollerabile bollettino di guerra in tempo di pace.. un imprecisato numero di morti, feriti, dispersi, sfollati. Immagini che non sono quelle delle Filippine ma di una regione del nostro Paese, la Sardegna appunto.

Come da Lei segnalato signor Ministro è stato evacuato il paese di Torpè che vive sotto la costante minaccia di una diga che rischia il cedimento. Si tratta di una barriera ad asse planimetrico rettilineo o a debole curvatura, evidentemente inadatta al suo scopo su cui ci riserviamo di indagare per comprendere di chi siano le responsabilità di aver messo così a rischio la popolazione.

Il nostro ruolo, colleghi, non può essere quello dell’eterno cordoglio e di una esternazione del dolore puramente pietistico. Le vittime di quello che è stato ribattezzato con il nome “Cleopatra”, sono gli agnelli sacrificali di calamità, che di naturale hanno ben poco. Non potete nascondervi dietro il solito minuto di silenzio in memoria delle vittime, non basta a noi del movimento cinque stelle, non basta ai sardi.

Ciò che è accaduto nella giornata di ieri in Sardegna non ci consente di prolungare questo silenzio.

Dobbiamo invece alzare la voce per denunciare l’inerzia delle istituzioni a tutti i livelli nel non voler riconoscere che stiamo pagando un conto salatissimo per l’indifferenza verso i cambiamenti climatici e l’incuria nella tutela ambientale. Abbiamo vissuto per decenni di petrolio e cemento togliendo aria all’atmosfera e terreno allo scorrere delle acque, mentre la politica di questo paese pensava a godere solo dei proventi delle speculazioni fatte sulla pelle della gente di oggi e di domani.

La politica si sa, ha la memoria corta e cosa fa? indebolisce i vincoli paesaggistici per dare via libera alla speculazione edilizia o nomina dirigenti in settori chiave quali la protezione ambientale, aldilà delle reali competenze, allora noi cogliamo la triste occasione per darle una rinfrescata.

Negli ultimi 25 anni si sono verificati nella sola Sardegna 12 Episodi alluvionali di grave entità; di questi ricordiamo solo gli ultimi che in un escalation di pericolosità hanno provocato la perdita di vite umane:

1999, 11-12-13 novembre – Un’ondata di maltempo colpì la provincia di Cagliari ed il Sarrabus. La violenta perturbazione provocò un’alluvione che colpì Capoterra, Assemini e Uta: i danni furono ingentissimi e ci furono 2 vittime. In 8 ore caddero 376 mm di pioggia.

2004, 6 dicembre – Piogge intense colpiscono tutta la Sardegna ma a Villagrande Strisaili (Ogliastra) caddero in poche ore oltre 500 mm di pioggia provocando ingentissimi danni e la morte di due persone.

2008, mattina del 22 ottobre – Nubifragio nel settore di Capoterra e dell’hinterland cagliaritano. Gravi allagamenti a Capoterra (Poggio dei Pini, Frutti D’oro II, Su Loi), Pirri e Monserrato. Allagamenti anche nelle campagne di Sestu ed Elmas. In territorio di Capoterra, tra Poggio dei Pini e Fruttidoro 2; muoiono annegate 5 persone.

In tutti queste località si possono riscontrare solo pochi e sporadici interventi volti al miglioramento del controllo delle acque, ripristino delle canalizzazioni e delle aree perifluviali di rispetto, con l’abbattimento e lo spostamento dei fabbricati a rischio, forestazione dei declivi soggetti a smottamento situati in prospicenza di corsi d’acqua e centri abitati.

Questo dovrebbe fare la protezione civile, coordinata da governi più attenti alla sicurezza dei cittadini e meno agli appalti per le ricostruzioni; prevenire, attraverso un serio monitoraggio degli interventi necessari alla salvaguardia dei territori e delle popolazioni a rischio.

Pertanto, noi faremo di più. Oltre al nostro cordoglio per le vittime, il nostro impegno futuro sarà quello di vigilare sull’operato della protezione civile e classe politica a tutti i livelli e sulle modalità di intervento poste in essere prima e dopo i di disastri e quindi sull’uso che essi hanno fatto e faranno delle risorse pubbliche destinate a tale scopo. E già da oggi, chiediamo a questo Governo, quali saranno le misure straordinarie, i mezzi, i fondi, gli uomini, che intende impegnare, a fronte infrastrutture fortemente compromesse, comparti produttivi come quello agricolo e dell’allevamento in ginocchio, perché noi non possiamo ne vogliamo accettare che dopo che il sipario calerà su questo dramma e avremo seppellito i nostri morti, i sardi siano ancora una volta dimenticati e abbandonati al loro destino da questo Stato.

Grazie.

 

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