Contro la salute. Più cemento per far cosa?

I rifiuti non si possono bruciare nei cementifici. Anzi no: si può.
La giravolta la confeziona l’asse maggioranza-governo che di fatto apre alla lobby del cemento, mettendo a rischio la salute degli italiani. Così l’Aula di Montecitorio ha bocciato la nostra mozione che chiedeva una moratoria alla combustione dei rifiuti nei cementifici.

 

Ad aprire a questa pericolosa deriva è stato nei mesi scorsi il decreto Clini che prevede che alcune tipologie di rifiuti, in particolare urbani e speciali non pericolosi, perdano la qualifica di rifiuti per diventare veri e propri prodotti utilizzabili in co-combustione nei cementifici. Noi siamo contrari, e lo siamo dopo aver analizzato dati di letteratura scientifica e non per una posizione ideologica. Secondo noi i problemi per l’ambiente e per la salute umana sono di gran lunga superiori ai benefici.

 

Nella maggioranza c’è chi sostiene che al contrario questo processo porti alla riduzione delle emissioni di CO2. Questo dato deriverebbe da un artificio di calcolo che trascura le emissioni dei materiali organici (carta, cartone, legno, etc.) considerandole neutrali per le emissioni di CO2. Nella pratica, quindi, le emissioni di CO2 non sono dunque affatto ridotte, ma anzi aumentate. Per due ragioni: la prima è che ci vuole più rifiuto (circa il 60% in più) per sostituire il combustibile fossile tradizionale che ha un potere calorifico maggiore. La seconda è che questa misura è pensata per tentare il rilancio dell’industria cementiera. Una semplice equazione: più produzione = più emissioni.
Ma la CO2 non è l’unico problema dei CSS. Il peggio si registra quando parliamo di metalli pesanti e di diossine. Parliamo di metalli pesanti come mercurio, piombo, cadmio e micro inquinanti come diossine, di cui si preavvisa un potenziale raddoppio del totale emesso in Italia, e furani.
Ricordiamo che queste sostanze inquinanti sono non solo emesse in atmosfera ma anche imprigionate nel cemento andando quindi a contaminare i materiali da costruzione. Anche in questo caso articoli scientifici dimostrano che piccoli quantitativi di sostanze inquinanti sono rilasciati nelle abitazioni realizzate con questi materiali, pregiudicando la salute di chi vi vive e venendo comunque ri-emesse in grande quantità all’atto della loro demolizione.

 

Veniamo ora agli aspetti più sistemici del problema. Innanzitutto denotiamo una costante miopia nelle decisioni prese da questo governo: aprire 59 nuovi camini, dove vengono inceneriti i rifiuti, porta ad un ulteriore peggioramento di una qualità dell’aria che già presenta evidenti criticità. Pensiamo alla Pianura padana, che il recente rapporto sulla qualità dell’aria europeo dimostra essere già oggi l’area peggiore per la presenza di particolato fine e ozono.
I cosiddetti CSS nei cementifici rappresentano inoltre una distorsione del mercato che va a privilegiare il recupero energetico portandoci ancora più lontano da un uso efficiente delle risorse, impedendo il miglioramento delle politiche di riciclo e peggiorando la salute dei cittadini.

 

Più cemento per fare cosa? Per procedere nella cementificazione selvaggia del territorio italiano? Per nuove grandi opere inutili per perpetrare la devastazione del territorio?

 

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