Attenzione: sospesa la Tares e reintrodotta la Tarsu!

Approvato l’emendamento che concede ai Comuni di applicare per il 2013 la tassa sui rifiuti urbani praticata nell’anno precedente

“Clamoroso al Cibali!” si diceva un tempo in alcune radiocronache sportive passate alla storia. “Clamoroso al Parlamento” si potrebbe pronunciare oggi, anche troppo spesso. E’ delle ultime ore il via libera, da parte delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, del decreto IMU. Nello stesso è stato approvato un emendamento molto importante, presentato dal deputato del PD Luca Pastorino.

In pratica i Comuni, per il 2013, potranno chiedere la stessa tariffa rifiuti del 2012, continuando ad applicare la stessa tassa dell’anno precedente. Nelle ultime settimane varie amministrazioni comunali avevano recapitato ai propri cittadini e imprese le cartelle dei primi acconti della Tares, in attesa di chiarimenti da Roma. Gli aumenti abnormi hanno creato più di una protesta, in particolare tra le categorie economiche, con prese di posizione anche clamorose. Adesso, in questo caos normativo, vedremo come si comporteranno gli uffici comunali.

Proroga della Tarsu – Dopo mesi di dibattimenti la TARES, ossia l’imposta sui rifiuti e sui servizi, in attesa che sia meglio definita, rischia di scomparire ancora prima di essere applicata. Infatti con un emendamento al decreto “IMU-2” (D.L. 102/2013) approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, vengono riesumate le vecchie Tarsu e Tia. I Comuni quindi che non vogliono farsi carico di tutti i problemi del nuovo tributo potrebbero, se vi sarà l’approvazione definitiva, tornare al prelievo utilizzato fino all’anno scorso, nell’attesa che sia definita l’altra imposta, vale a dire la service TAX prevista nel 2014.

Rimane la maggiorazione statale – I 6.700 enti che applicavano la Tarsu dovranno però rinunciare anche alla copertura integrale dei costi del servizio, che venivano imposti dalla Tares, per tornare alle vecchie forme di finanziamento. L’unico vincolo che permane è che la Tarsu o la Tia, riesumate dall’emendamento, dovranno essere accompagnate dalla maggiorazione da 30 centesimi al metro quadrato, che va allo Stato, e da questo punto di vista la condizione del bilancio centrale non ammette ripensamenti.

Diversi punti di vista – Per le attività commerciali in genere (artigiani, ristoratori, ecc.) che sono le più colpite dagli aumenti imposti dal nuovo tributo, il ritorno al passato è un’ottima notizia. Le amministrazione invece dovranno comunque fare di nuovo i calcoli su un tributo che sta contendendo, con successo, all’Imu il record delle modifiche in corso d’opera.

Sanzioni per insufficiente versamento – Un altro emendamento al decreto “Imu-2”, che nella sua versione originaria impone agli enti di spedire ai contribuenti modelli (F24 o bollettino postale) precompilati con l’importo da pagare, ha stabilito che in caso di mancato invio del modello non vengono applicate le sanzioni per “insufficiente versamento”. Una regola che vuole venire incontro ai contribuenti disorientati, che però rischia di “sanare” tutti i versamenti insufficienti e peggiorare i conti dei bilanci comunali.
I comuni infatti hanno parecchi problemi già con la prima rata, meno complicata rispetto al saldo, come mostrano i casi di città che non sono ancora riuscite ad avvertire tutti i contribuenti sull’importo da pagare.

Altri problemi aperti – I tanti correttivi effettuati sulla Tares non si sono occupati di altri problemi ancora aperti sul tributo, come ad esempio le forme di pagamento. L’ultima rata rimane ancora vincolata a F24 e bollettino postale, senza la possibilità di utilizzare Mav, Rid e le altre modalità automatiche impiegate finora. Sono da chiarire anche i criteri di calcolo “alternativi” al metodo normalizzato introdotti dallo stesso decreto “Imu-2”. La previsione che tra le varie questioni irrisolte saranno molti i Comuni che ritorneranno alla Tarsu, anche se la sua mancata armonizzazione con i principi europei (in particolare quello del “chi inquina paga”) ne richiedono l’abolizione già dal 1997.

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