Le vere rivoluzioni si fanno con i piccoli passi…

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La Sardegna è la regione con il record di centenari: i motivi di tale primato non sono ancora accertati, ma secondo il Prof. Giuseppe Paolisso, Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, la longevità è determinata “per il 25% il patrimonio genetico, mentre la sommatoria di esercizio fisico e alimentazione semplice influiscono per il 75%”.

E’ quindi fondamentale curare l’alimentazione, senza che ciò significhi fare rinunce o diete particolari. Basta seguire la dieta mediterranea, che ha due effetti positivi che aiutano la longevità: è ricca di antiossidanti che combattono killer come i radicali liberi; e ha effetti positivi sul Dna perché evita l’accorciamento dei telomeri, la regione terminale del cromosoma, una sorta di gomitolo che se non si accorcia più non scatena patologie.

Bisognerebbe però prestare attenzione anche all’origine dei cibi: attualmente la Sardegna importa l’80% del fabbisogno alimentare. Sembra un paradosso: la nostra Terra produce un ottimo grano (il Cappelli, che è adatto anche ai celiaci), un ottimo olio, degli ottimi vini (il Turriga di Argiolas, giusto per fare un esempio, è tra i migliori in Italia), frutta e verdura di ottima qualità…e noi preferiamo importare dal resto d’Italia e dall’estero. Ma sappiamo esattamente cosa compriamo quando facciamo la spesa al supermercato o al discount, con il proposito di risparmiare? Conosciamo la provenienza dell’olio extravergine che paghiamo 3 € al litro? Tutti gli agricoltori sono d’accordo nel dire che un buon olio non può costare meno di 6-7 € al litro. Come è possibile fare dei prezzi così bassi? Le notizie sulla scoperta di olio contraffatto, sia al sud che al nord Italia, non sono una rarità…

E la passata di pomodoro? Tutti ci scandalizziamo quando vediamo in tv le immagini di Rosarno, in Calabria, con gli extracomunitari costretti a lavorare una giornata intera sotto il sole per soli 20 €. Ma se vogliamo spendere solo 0,40 € per un barattolo…

La pasta, almeno quella, è italiana: sì, ma conosciamo la provenienza del grano? L’Italia produce soltanto il 75-80% del frumento necessario…

Non si può sapere tutto, e spesso le etichette sono scritte apposta per ingannare il consumatore, ma nel nostro piccolo possiamo fare tanto, per es. cercando di comprare prodotti a km zero o di cui conosciamo la provenienza.

Le vere rivoluzioni si fanno con i piccoli passi…

di Alessia Cocco

attivista M5S Senorbì

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