Salviamo Bosa dal Cemento

Nel territorio di Bosa, cittadina medievale classificata come uno dei borghi più belli d’Italia e situata in provincia di Oristano, nella parte Occidentale della Sardegna, si sta progettando un intervento di modifica del paesaggio che da alcuni mesi incontra la resistenza di parte dei residenti locali.
La società Condotte Immobiliare, controllata dalla Holding Ferfina, ha progettato un intervento in cemento di 250mila metri cubi da rovesciare su trecentotrenta ettari in uno dei litorali più incontaminati e ancora sconosciuti al turismo di massa. Per aggirare le leggi di tutela ambientale e paesaggistica, si è pensato a una Legge Regionale, la numero 19 del 2011 con cui la giunta guidata dal Centrodestra di Ugo Cappellacci riconosce al golfo un ruolo strategico nello sviluppo dell’economia dell’Isola. Questa legge prevede che la Giunta Regionale possa modificare il Piano di Tutela Paesaggistica per per individuare nuove aree da dedicare a impianti golfistici consentendo di costruire alberghi, centri benessere e spa, e strutture turistiche di vario tipo tra cui, appunto, campi da golf.
Alfonso Campus: Questo è Tentizzos dall’alto, e sono un qualcosa come 200 ettari, 240 ettari, appartengono alla società Condotte Immobiliare. Questa è la località dove si progetta la creazione di un campo da golf da 18 buche, verrebbero costruite praticamente un qualcosa come una settantina di ville con circa 75.000 metri cubi di calcestruzzo.
Intervistatore: Quali sono le unicità, le peculiarità di questo territorio?
Alfonso Campus: Il fatto di poter fare 42 kilometri di strada senza praticamente vedere una costruzione. Questo è oramai forse uno dei tratti stradali scampati alla cementificazione. C’è tutta
una serie di biodiversità che ne fanno, che ne hanno appunto decretato lo sviluppo di un sito di interesse Comunitario e di una ZPS per la salvaguardia di tutti gli uccelli presenti.
Intervistatore: Questo tratto di costa è peraltro sede di una delle uniche colonie autoctone di avvoltoi, i Grifoni.
Alfonso Campus: L’unica colonia autoctona Italiana, anche se sempre sull’orlo di una possibile scomparsa. Questo nuovo progetto modulato dall’approvazione del piano golf regionale, che prevede appunto dei premi in cubature che andrebbero ad intaccare se non a trasformare profondamente quello che è l’area di Tentizzos. Se questo progetto poi, questo piano golf, non dovesse andare in porto si pensa addirittura allo spostamento, un qualche cosa di assurdo, allo
spostamento delle volumetrie già approvate a Campu è Mare, e portarle qua. Oltre a questo si prevede anche uno spostamento di cubature, sempre da s’Istagnone, da Campu ‘e Mare, verso Sasea per altri 30-35 mila metri cubi di cemento sempre di seconde case. In un mercato come quello Bosano che vede circa 450 appartamenti invenduti, a tutt’oggi non c’è una legge che consenta di fare questo.
Intervistatore: Secondo la Condotte Immobiliare, quali sarebbero le ricadute per la popolazione Bosana in termini di lavoro, in termini economici.
Alfonso Campus: Si tenta di forzare la mano proprio in questo periodo di crisi, illudendo il Bosano della prospettiva di lavoro e di crescita, cifre che parlano di 1500 posti di lavoro per la
realizzazione di questo progetto e una ricaduta non meno di 500 posti di lavoro, in seguito, per la gestione. Sono dei miraggi veri e propri, dei sogni per giunta già venduti sin dal 2007-2008 e mai realizzati. Investimenti del genere in Sardegna ne son stati fatti già tanti;  la Sardegna è la terra delle contraddizioni, perché il miraggio della Costa Smeralda non è certamente quello che può dare economia e dare benessere alla Sardegna. La Sardegna dovrebbe cercare uno sviluppo che sia piramidale, uno sviluppo che parta dalla gente del posto e da quello che già si ha. Attualmente la cittadinananza è molto combattuta tra chi vede con favore questo progetto, seguendo l’illusione di uno sviluppo economico mai garantito poiché la stessa Condotte dice chiaramente che il lavoro se ci sarà, sarà per chi saprà stare sul mercato; e una parte di Cittadini che oramai non crede più a questi sogni qua, a questi miraggi di lavoro, ma sta prendendo piano piano coscienza di quelle che sono le potenzialità vere. Bosa può tranquillamente offrire un turismo che va dal turismo storico,
archeologico, culturale al turismo gastronomico, al turismo legato a tutto quello che è il ciclismo, mountain bike, ciclismo da strada, tutto quello che è il trekking, tutto quello che è il birdwatching, o
l’equitazione; insomma Bosa ha le carte in regola per poter cercare uno sviluppo non legato sicuramente alla quantità ma legato alla qualità.
Sono molto legato al territorio, a questo territorio in particolare dove ho trascorso buona parte della mia fanciullezza. Mio nonno è stato un allevatore che aveva il possesso praticamente sia dell’ovile di Tentizzos che dei pascoli alti qua della collina.di Dafni Ruscetta

 

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