Esempi di Governo: la Democrazia Partecipativa incontra le rinnovabili

Senorbì non può assolutamente perdere una innovazione di questa portata. L’ingresso nel sistema delle energie rinnovabili sarà uno dei punti principali della nostra azione di governo, se voi lo vorrete. Attraverso la riqualificazione energetica degli edifici e la successiva installazione di sistemi rinnovabili quali fotovoltaico, micro eolico, biomassa, non solo si andrà a favorire le generazioni future, non solo si rispetterà l’ambiente, ma si creerà un paese che nell’arco di 20 anni potrà essere autosufficiente e libero da costi fissi legati all’energia.

Un edificio italiano oggi consuma 15 volte di più di uno tedesco. Gli sprechi e l’inefficienza pesano sulle nostre tasche in maniera spropositata. Non dimentichiamo le perdite causate dalla vetustà dei sistemi di erogazione; dal punto iniziale al punto di arrivo, si perde in viaggio circa il 50% dell’energia prodotta. Se si attuassero le suddette riforme si taglierebbe totalmente anche questo problema, avendo dell’energia prodotta direttamente in loco.

Qualcuno dirà, dove sono i soldi? Questo è come sempre il problema più fastidioso. Come possiamo immaginare, nelle casse del Comune non ci sarà grande disponibilità, o almeno, non a sufficienza per favorire un progetto di tale portata. Per questo dobbiamo tenere in considerazione le possibilità offerte dalle ESCo (energy saving companies). Tramite il FTT (finanziamento tramite terzi) i Comuni e la pubblica amministrazione possono ottenere le installazioni e le riqualificazioni sostanzialmente a costo zero. Si accolla tutta la spesa l’azienda incaricata di svolgere i lavori.

Data la complessità del concetto, nel momento in cui si andrà ad amministrare, si rimanderà tutto ad un’Assemblea Popolare che verrà fatta di concerto con i cosiddetti stakeholders, quindi in questo caso la popolazione, alcune aziende interessate al progetto, l’amministrazione, esperti del settore. Quindi nella perfetta logica della Democrazia Partecipativa anche questa scelta non sarà fatta a priori e per soddisfare un qualche interesse personale o di partito. Nel momento designato, avremo un piano dettagliato di tutto il processo e solo se voi concittadini lo vorrete, daremo il via al progetto.

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