Il centro “culturale” di Monte Luna: dove? quando?

Monte Luna a Senorbì

Il contesto ambientale
Il sito si trova in prossimità di un importante guado fluviale, al centro di una fertile zona della Trexenta che controlla le vie di penetrazione che collegano il Campidano con le regioni interne del Gerrei e del Sarrabus.

Descrizione
L’insediamento sorse alla fine del VI secolo a.C., nell’ambito della politica di penetrazione verso l’interno portata avanti da Cartagine dopo la conquista della Sardegna. Si sviluppò in seguito, divenendo un fiorente centro di raccolta delle ricche risorse agricole della Trexenta.
L’abitato, ancora non interessato da scavi sistematici, è localizzato sull’altura di Santu Teru (San Teodoro). L’acropoli era circondata da una cortina muraria difensiva a pianta pressoché trapezoidale, rafforzata da alcune “opere avanzate”. All’esterno di queste sono state individuate delle abitazioni accanto alle quali probabilmente erano localizzate officine fusorie, come suggerito dal ritrovamento di numerose scorie metalliche.
Della necropoli, addossata alle pendici della vicina collina di Monte Luna, sono state scavate più di 100 tombe. La tipologia tombale maggiormente attestata è quella a pozzo, con camere laterali aperte sui lati brevi, anche se non mancano varianti.
Le camere sepolcrali, singole o doppie, che si aprono sui lati del pozzo, sono dotate di un soffitto orizzontale a botte o a spioventi. Generalmente hanno pianta rettangolare o trapezoidale e sono talora munite di banchette sui lati.
All’interno di una camera funeraria è presente una vaschetta votiva circolare, mentre più spesso sulle pareti si aprono nicchie rettangolari.
In alcuni ipogei si conservano tracce di decorazioni pittoriche eseguite con ocra rossa, raffiguranti festoni, bande, motivi geometrici e lineari.
Gli altri tipi di tombe sono a fossa dotate di gradini sulle pareti, a fossa terragna semplice, a cassone con lastre di rivestimento, a loculo e ad “enkytrismós” (cioè entro anfore).
Le tombe più superficiali talvolta erano accompagnate da cippi o tumuli troncopiramidali che fungevano da segnacoli per le sepolture.
Tra i reperti di corredo tombale, in parte visibili nel Museo Archeologico Comunale di Senorbì, sono da segnalare i numerosi amuleti realizzati in talco, pasta silicea, metallo, osso e vetro. Sono attestati in particolare il serpente ureo, l’occhio di Horus, il leone, il falco e altri configurati con parti del corpo umano e d’ispirazione egizia. Si rinvennero anche numerosi scarabei in corniola, diaspro verde e calcedonio, che, incastonati in montature d’argento, venivano utilizzati come pendenti o inseriti in anelli d’oro. Le tombe hanno restituito anche raffinati oggetti in osso e in vetro e numerose monete.
Gli oggetti di maggior interesse sono però i gioielli, che testimoniano la ricchezza degli abitanti del piccolo insediamento. I monili, prodotti in Magna Grecia o di raffinata fattura punica, sono in oro, argento e bronzo: anelli semplici e a castone fisso o mobile, orecchini a sanguisuga, diademi, vaghi di collana, bracciali.
Allo stato attuale delle ricerche, l’insediamento risulta essere stato abbandonato nel III secolo a.C.

Il punto del discorso

Certamente un peccato non trovar valorizzata questa zona. Una noncuranza totale delle Amministrazioni che nel corso del tempo si sono succedute, dando esempio perfetto di come dare risalto all’interesse personale e poco a quello collettivo, culturale. Ignorare è per l’uomo la peggior cosa, e nel nostro piccolo, da senorbiesi, ignoriamo l’altissimo valore che si trova su quelle terre.

E’ un valore storico inestimabile che dovrebbe essere assolutamente gestito e curato nel miglior modo possibile. Negli anni invece, il centro è stato sempre più dimenticato e sempre più abbandonato, lasciando posto ai teppisti ed alle coppiette, ai ladri piuttosto che agli investitori vicini. Immediatamente il Centro si dovrebbe vestire di un nuovo piano di sviluppo. Le specifiche tecniche di gestione si potranno senz’altro vagliare in seguito, anche se subito viene in mente la sempreverde cooperativa.

In sintesi, ci si dovrebbe dotare di uno o più guardiani, si dovrebbero assumere (oppure istruire se non presenti) delle Guide turistiche (possibilmente della Trexenta) che potessero essere in qualche modo utili al cittadino senorbiese/trexentese ma ai turisti soprattutto, quelli che con internet oggi sarebbe facilissimo coltivare. Dove troviamo queste persone? Ci rendiamo conto che la disoccupazione giovanile è al 50% quasi? Abbiamo una miriade di giovani e meno giovani che sarebbero felicissimi di mettere in uso la propria educazione ed istruzione tenacemente perseguita negli anni.

Attraverso la rete sarebbe verosimilmente fattibile attirare visitatori. Certamente, a patto di un investimento adeguato in termini pubblicitari, e soprattutto con un giusto compromesso ricettizio, in termini di pernottamento ma anche in termini di ulteriori percorsi turistici da proporre. Viene in mente un qualcosa legato alla produzione agricola della zona, la produzione vinicola, o ancora, l’esplorazione campestre a cavallo, piuttosto che l’organizzazione di tornei di tiro con l’arco o altri sport che in questa zona non sono affatto considerati. Di conseguenza, nasce spontanea l’immediata rimessa in moto del “Ristorante”.

Inoltre, sarebbe quantomeno auspicabile, il coinvolgimento della scuola e dell’Università, per riprendere gli studi e gli scavi. Dare occasione di crescita professionale e culturale per il singolo ed il giovane, ma anche e soprattutto per la nostra comunità. Dare in qualche modo, nuova linfa anche al Museo “Sa Domu Nosta”

Per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, sembra naturale pensare all’installazione di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche, anche di piccola dimensione, bypassando gli speculatori e facendolo se possibile a spese dell’Amministrazione.

Insomma, facendo i conti della serva e con una approssimazione che come sapete non aiuta, possiamo buttar giù una idea concreta, che se non oggi, nell’arco di uno/due anni, può arrivare a compimento.

Posti di lavoro: 

-3 Guardiani (24/7)

-7/8 Personale Cucina (1/2 Cuochi, 1 Pizzaiolo, 2 Aiuto Cuoco, 1 Aiuto Pizzaiolo, 2 Lavapiatti a giorni alterni)

-4 Personale Bar

-8 Personale Pulizie e gestione del Verde

-2 Addetti al sistema Stampa, Comunicazione a Web

-2 Personale burocrazia, ufficio, rapporti con la pubblica amministrazione

-4 Guide Turistiche

-2 Autisti per mini Bus Navetta

Aggiornamento

Come alcuni suggeriscono, questa non è la sola ed unica possibilità di gestione della struttura. Le proposte che sono state fatte sono: Centro Congressi, centro di equitazione, Centro Culturale.

Se avete altre proposte o volete in qualche modo discutere in merito alla gestione del centro Monte Luna, commentate pure qui sotto!

Teniamo a precisare che questa ed altre proposte, idee e progetti presenti in questo Blog, ed ancora, altri articoli che eventualmente nel tempo pubblicheremo, saranno tutte solo ed esclusivamente aperte proposte al dibattito ed al miglioramento dato dalla partecipazione della comunità. Sarebbe altresì auspicabile anche una presenza delle istituzioni e dei suoi rappresentanti, che eventualmente nella assoluta libertà, potranno informare noi cittadini delle reali situazioni ed avvenimenti, qualora fossimo male informati o in tutta onestà, dalla parte del torto.

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