Progetto Eleonora “Ma non basta aver rovinato tutto il Sulcis?”

Il Progetto Eleonora è un permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi rilasciato il 18 dicembre 2009 dalla Regione Sardegna, precisamente dal Servizio Attività Estrattive dell’Assessorato all’Industria, alla società Saras s.p.a – Raffinerie Sarde.

Il Comitato Civico “No al Progetto Eleonora” nasce nell’Ottobre del 2011 per iniziativa di alcuni cittadini di Arborea, un paese di circa 4000 abitanti in Provincia di Oristano, costa ovest della Sardegna.

Il nostro obiettivo è quello di impedire la realizzazione del “Progetto Eleonora”: un progetto che prevede la trivellazione del nostro territorio per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi.

L’area di ricerca si estende per 44.300 ha all’interno della Provincia di Oristano

Nel Giugno 2011 la Saras presenta uno Studio Preliminare Ambientale denominato “Progetto Sargas” agli Uffici del “Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali (SAVI)” dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente – Regione Autonoma della Sardegna per procedura di assoggettabilità a Valutazione di Impatto ambientale (VIA).

Il progetto prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo per la cui realizzazione si opererà una trivellazione a 2850 metri di profondità in verticale come quota massima e uno sviluppo lineare della perforazione in obliquo intorno ai 3000 metri.

Il pozzo esplorativo è denominato “Eleonora 01-Dir” e viene realizzato per la ricerca di gas naturale nel territorio di Arborea.

Durante la presentazione del progetto alla stampa (8 novembre 2011, Sede Assoindustria Cagliari) la Saras ha descritto il Piano industriale: il pozzo esplorativo verrebbe realizzato con l’obiettivo di verificare la presenza di gas metano (la parola “metano” tuttavia non è mai indicata nello studio presentato in Regione) di cui si stima un giacimento da 1 a 3 miliardi di metri cubi,  quantità che la Sargas ritiene sufficiente a garantire il fabbisogno energetico della Provincia di Oristano per circa 25 anni. Se l’esplorazione dovesse dare esito positivo, vi sarebbe impiantata l’attività produttiva permanente fino all’esaurimento delle risorse nel sottosuolo.

Possiamo individuare con esattezza il punto di innesto del pozzo: a nord, ci troviamo a meno di 200 metri (per l’esattezza a187 metri) dallo stagno di S’Ena Arrubia, zona umida a forte concentrazione faunistica e protetta ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar. Un compendio naturalistico tutelato come SIC, ZPS, IBA. Si consideri che mentre ci troviamo a pochi metri dal SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona a Protezione Speciale), l’insediamento industriale cadrebbe nella sua totalità (pozzo e area cantiere) all’interno del perimetro IBA (Important Bird Area).

A sud, il pozzo “Eleonora” si troverebbe a 400 metri dalle più vicine abitazioni e aziende agricole e di allevamento, mentre in direzione mare (ovest) distiamo ugualmente a circa 400/500 metri dal campeggio comunale “S’Ena Arrubia”.

Si continua ad andare nella stessa direzione, sempre a scapito del popolo Sardo.
La nostra beneamata classe politica continua ad avvallare simili progetti vendendosi a queste grandi multinazionali che proprio il bene della nostra terra non lo hanno mai voluto e mai lo vorranno.

http://www.noprogettoeleonora.net/

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